🎁 Vuoi iniziare a ballare tango? 4 lezioni gratuite per chi parte da zero, da settembre! → Scopri il corso per principianti

5/5 - (11 votes)

Milonga La Viruta Tango Club a Buenos Aires, tango sociale contemporaneo

Buenos Aires e il suo Tango: un modo di vivere, non solo di ballare

Il tango come voce della città

A Buenos Aires il tango non è un ballo: è un modo di abitare lo spazio, di ascoltare il tempo, di riconoscersi nelle strade e nei volti.
È una voce che gira per i quartieri, esce dalle radio dei bar, riempie i silenzi della sera, scivola nelle frasi quotidiane.
Se vuoi esplorare l’intero universo culturale del tango, visita la nostra sezione
Cultura del Tango Argentino.

Il tango non appare solo in milonga. Appare mentre cammini per San Telmo, in un murale di Boedo, nella finestra aperta di Almagro, in un bar di Villa Crespo dove qualcuno canticchia una strofa di Troilo senza nemmeno accorgersene.
È una presenza leggera, familiare, un po’ come la luce gialla dei lampioni che si accende quando scende il pomeriggio.

Come vive il tango la gente di Buenos Aires oggi

A Buenos Aires il tango è prima di tutto una presenza culturale, un tono di voce della città. La verità è che, su quindici milioni di abitanti,
il tango non lo balla quasi nessuno. Ma quel “quasi nessuno” è comunque un popolo enorme per i nostri standard europei.
Il tango fa parte del paesaggio emotivo della città: tutti lo conoscono, e la sua storia profonda è raccontata nella nostra pagina dedicata alla
Storia del Tango Argentino.

Eppure il suo profumo è ovunque. Nella voce dei cantanti di strada, nelle librerie che vendono antologie del lunfardo, nei bar che espongono foto di milongueros degli anni ’40,
nei taxi dove l’autista fa partire un D’Arienzo basso, quasi senza pensarci. Il tango non è un’abitudine: è un sottofondo affettivo che accompagna la città da più di un secolo.

A Buenos Aires non esiste l’ansia del “si deve ballare”. Si va in milonga come noi andremmo in un pub: per stare con gli amici, per vivere la serata.
Si balla se ci si sente, quando arriva il momento. E se si decide di ballare solo una tanda in tutta la notte, va benissimo così.
Per approfondire l’esperienza del ballo vista dall’interno, puoi leggere la nostra sezione
Ballare il Tango.

Europa e Buenos Aires: due modi diversi di vivere la milonga

In Europa, molto spesso, il tango è vissuto come un’attività da svolgere. Entrare in milonga significa “ballare”, come se la serata avesse un obiettivo da raggiungere.
Molti sentono la pressione di fare tutte le tande, di ballare con tutti, di dimostrare qualcosa a se stessi o agli altri.
Una panoramica più ampia sul tango vissuto in Italia è disponibile nella nostra pagina
Tango Argentino a Roma.

A Buenos Aires, invece, la milonga non è una palestra di tango. È un luogo sociale, un piccolo rito comunitario.
Si va per incontrare gli amici, sedersi allo stesso tavolo da vent’anni, chiacchierare, osservare la pista, godersi la musica.
Il ballo è una parte della serata, non il suo scopo.

C’è un’altra grande differenza: negli anni ’90 si ballava con i porteñi. Oggi, il 90% dei ballerini nelle milonghe centrali sono turisti: pellegrini del tango che arrivano da tutto il mondo.
Il tango si è aperto, si è globalizzato, si è trasformato in un linguaggio internazionale.
Eppure, nonostante questa metamorfosi, l’anima della città rimane riconoscibile.

Tango di ieri e tango di oggi: un confronto che parla di persone

Interno storico della Confitería Ideal, milonga tradizionale di Buenos Aires

Ieri: il tango come diario della città

Nel passato il tango era il linguaggio emotivo degli immigrati, il diario popolare dei quartieri.
Raccontava l’amore e l’assenza, la povertà e l’orgoglio, le notti di lavoro e i sogni di chi cercava un posto nel mondo.
Una panoramica completa è disponibile nella pagina
Storia del Tango Argentino.

Oggi: il tango come intimità condivisa

Oggi il tango non è più cronaca sociale: è intimità. È il modo in cui due sconosciuti possono respirare insieme per tre minuti, ascoltare la stessa musica,
capire la stessa emozione senza parlarsi. È un linguaggio più sottile, meno narrativo, più interiore.
Per capire come nasce questa complicità, leggi anche il nostro approfondimento su
Mirada e Cabeceo.

Il tango di oggi è diventato anche un rifugio: un luogo dove rallentare, dove ritrovare un tempo umano in una città che corre sempre più veloce.

Il tango come specchio delle emozioni quotidiane

Il tango racconta la vita: i ritorni, le cadute, le pause, i sospiri, le seconde possibilità.
Racconta la timidezza, la nostalgia, l’ironia, il coraggio di chi ogni giorno sale sull’autobus per andare a lavorare e canticchia una melodia che conosce da sempre.

È un linguaggio emotivo che i porteñi portano addosso anche quando non ballano.
Lo senti nella cadenza della voce, nella gestualità, nella tendenza a drammatizzare e ridere allo stesso tempo.
Il tango è, in fondo, una forma di umorismo malinconico.

Il tango come rito sociale

In milonga non esiste solo la pista. Esiste il tavolo degli amici, la bottiglia di vino condivisa, il momento in cui si osserva la sala e si riconoscono gli stili, le storie, le energie.
Il tango è un rito di appartenenza: ci sei, sei parte di qualcosa, anche se balli poco.
Per approfondire l’etichetta del tango sociale, puoi leggere il
Galateo della Milonga.

Il rispetto, l’ascolto, la pausa, l’invito silenzioso: sono tutti frammenti di un linguaggio che va oltre il ballo.
È un modo di stare al mondo, di camminare insieme, di accogliere e farsi accogliere.

A Buenos Aires il tango non è un evento. È un respiro della città.
A volte leggero, a volte intenso, a volte nascosto dietro un sorriso.
È un modo di tenere la vita in un abbraccio: non per forza ballato, ma sempre profondamente sentito.

Domande frequenti

Quante persone ballano realmente il tango a Buenos Aires?

In una città di oltre 15 milioni di abitanti, il tango lo balla una percentuale molto bassa della popolazione. Eppure quel “quasi nessuno” è comunque enorme rispetto agli standard europei. Il tango è più una presenza culturale che una pratica quotidiana.

Perché a Buenos Aires il tango è vissuto in modo diverso che in Europa?

A Buenos Aires la milonga è un luogo sociale, non una palestra di ballo. Si va per vivere la serata, incontrare amici e godersi l’atmosfera. In Europa spesso si sente l’obbligo di “ballare tutto”: a Baires no. Ballare è una possibilità, non un dovere.

È vero che oggi nelle milonghe di Buenos Aires ci sono più turisti che porteñi?

Sì. Negli anni ’90 si ballava quasi esclusivamente con ballerini porteñi. Oggi, soprattutto nelle milonghe più note, la grande maggioranza dei ballerini sono turisti internazionali. Il tango si è globalizzato e Baires è diventata una meta culturale.

Serve ballare molto per vivere il tango a Buenos Aires?

Assolutamente no. Puoi anche ballare una sola tanda in tutta la serata ed è normalissimo. A Buenos Aires conta la qualità del tempo passato in milonga, non la quantità di tande. Il tango è soprattutto una forma di socialità e sensibilità condivisa.

Se ami questo modo di vivere il tango, trovi molti altri approfondimenti nella nostra sezione

Cultura del Tango Argentino
.

Carlo Paolantoni

Scritto da Carlo Paolantoni – Maestro di Tango Argentino e organizzatore dal 2006, fondatore di Tangoinprogress e promotore per la diffusione del Tango a Roma.