Glossario del Tango

Termini utilizzati nel Tango Argentino

Spesso navigando in internet, girando per scuole e milonghe o parlando con ballerini o allievi, salta fuori qualche termine strano.

Alcuni termini derivano dai primi tempi in cui si ballava il tango, altri sono semplicemente nomi di fantasia dati da alcuni maestri a determinate sequenze esportate poi nel mondo tramite i maestri stessi o attraverso video-corsi, altri ancora sono nomi dati a nuove dinamiche.

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Boleo: è il movimento della gamba rilasciata che continua la sua corsa mentre il resto del corpo ne sta prendendo un’altra fino a produrre una contrapposizione. Nel tango salon è inserito negli adorni mentre nel tango nuevo è un movimento dinamico. Il boleo può essere eseguito in maniera lenta o veloce, accompagnato o contrapposto, alto e basso, in linea. In alcuni glossari è indicato con il termine Voleo.

Cabeceo: piccolo movimento con la testa con il quale l’uomo invita la donna per ballare. Si tratta di un’usanza ormai quasi totalmente persa, che permetteva all’uomo di invitare una dama a distanza, senza quasi farsi notare, dopo essersi assicurato che la donna stesse guardando proprio lui (Mirada), questo in modo da non rendere pubblico un eventuale rifiuto.

Campionato: o anche Campeonato, che sia a livello locale che mondiale rappresenta un nuovo modo di divulgazione del tango, che mira a portare coppie di ballerini a gareggiare tra loro. Questa nuova moda deriva dalla necessità per alcuni di portare con se l’abitudine alla gara dei balli standard, per altri rappresenta sicuramente un modo veloce per avere un titolo per presentarsi al pubblico. Si dividono in due categorie, l’escenario, dove le doti atletiche dei ballerini vengono esaltate raggiungendo risultati notevoli, e il Salon dove invece viene privilegiata l’eleganza e la quasi totale mancanza di figure. A differenza dei campionati a cui siamo tutti abituati nel mondo dello sport, a quelli di tango non partecipano ballerini professionisti e non è richiesta alcuna selezione per iscriversi.

Carlos Gardel: grandissimo interprete del tango, nato a Parigi e trasferitosi a Buenos Aires all’età di due anni, è tuttora uno dei maggiori promotori del tango, in particolare del Tango Canción. E’ sicuramente uno dei volti più noti del tango argentino, grazie ai suoi tanti viaggi ed alle sue interpretazioni in numerosi film, attraverso i quali fa conoscere al mondo l’Argentina ed il tango. Muore in un incidente aereo nel 1935. Una curiosità: c’è un detto che recita: “Gardel cada dia canta mejor”

Chacarera: ballo folkloristico argentino di coppia, ballato in origine durante le feste paesane; è una danza di corteggiamento molto garbata ed elegante basata su di una coreografia ben precisa. Spesso durante una serata in milonga il musicalizador propone una cortina di chacarera.

Cortina: è un intermezzo tra una tanda e l’altra, che permette alle coppie di sciogliersi in modo da riformarsi alla tanda successiva. Normalmente si utilizzano come cortine brani non ballabili, di lunghezza variabile, che dipende dalla grandezza della sala e dal numero di coppie presenti in pista, ma si arriva molto spesso ad interi brani di salsa, rock, danze popolari (quasi sempre una chacarera), che i ballerini possono utilizzare come intermezzo ballandole tranquillamente.

Hasta las candelas non ardan: è un modo di dire di quando si ballava a lume di candela; le candele costavano quindi se ne utilizzava un solo cambio a sera, finite quelle finiva la luce e quindi non si poteva più ballare. Si può anche dire “hasta las velas non ardan”

Livelli: rappresentano il grado di apprendimento durante un corso di tango. Non esiste una regola precisa ed ogni scuola decide in maniera autonoma. In linea di massima si utilizza il sistema “Principiante” (vari livelli) per i primi due anni, “Intermedi” (vari livelli) i per altri due anni, e successivamente “Avanzati”. Le classi dedicate ai maestri sono denominate “Master” e trattano normalmente di didattica o di sequenze complicate.

Lunfardo: Forma di linguaggio in uso a Buenos Aires, spesso utilizzata nei testi di tango. E’ formata dalla contaminazione della lingua castigliana con termini (spesso dialettali) spagnoli, italiani, francesi, inglesi e tedeschi, successivamente “castiglianizzati”, ovvero trasformati per essere utilizzati con una fonetica più adatta alla lingua in uso. Un’altra caratteristica del lunfardo è quella del “vares” ovvero il cambio della posizione delle sillabe all’interno della stessa parola, un pò come si usa negli ultimi anni a Parigi.
Esempi di termini “castiglianizzati”:
Seccare-> Secar
Scocciare -> Escochar
Crepare -> Crepar
Festicciola -> Festichola
Ciao -> Chau
Esempi di applicazione del “Vares”:
Tango -> Gotan
Cabeza -> Zabeca
Viejo – > Jovie

Musicalizador: è colui che seleziona la musica per la serata, sceglie che tipo di brani mettere e in che sequenza, seguendo l’andamento dei ballerini in pista. E’ l’equivalente dei moderni DJ

Milonga (musica): Ritmo derivato dall’Habanera, rappresenta uno dei tre stili che si ballano durante le serate assieme al tango ed al vals. Ha ritmica di 2/4, quindi più veloce e cadenzata rispetto al tango. La si può ballare in molti modi, i più popolari sono la milonga lisa e la milonga traspiè.

Milonga (ballo): E’ la sala dove si va a ballare il tango argentino. “Andare alla milonga” significa andare a ballare il tango. La milonga ha normalmente la pista levigata in modo da scivolare bene e spesso con tavolini intorno. I frequentatori della milonga sono chiamati “Milongueros”.

Mirada: la mirada è lo scambio di sguardi tra uomo e donna, con i quali ognuno cerca di far capire all’altro che gli farebbe piacere di ballare assieme. Una volta che l’uomo è certo che la mirada sia rivolta a lui, mette in atto il cabezeo (vedi voce).

Mucha Mierda: forma scaramantica del mondo dello spettacolo per augurarsi buona fortuna. L’origine dell’usanza probabilmente deriva dai tempi in cui al tetro si andava a cavallo, per cui più gente andava a vedere lo spettacolo, più cavalli sostavano ed espletavano i loro bisogni nell’area, la cui estensione indicava il successo dello spettacolo.

Pratica (practica): è uno spazio messo a disposizione da maestri o milonghe al di fuori dei normali orari di ballo o di studio, durante il quale gli allievi possono praticare liberamente i propri passi senza le costrizioni delle regole di milonga e senza dover seguire la linea didattica di una lezione. Le pratiche posso essere “libere” quando il maestro è presente in sala ma non interviene mai se non interpellato da un allievo, oppure “guidate” quando il maestro oltre a mettersi a disposizione, come nella pratica libera, suggerisce una serie di passi, che gli allievi non sono obbligati a seguire.

Ronda: è la direzione di ballo, il movimento dato da tutte le coppie che si muovono sulla pista. Nel tango si segue una direzione antioraria, occupando la parte esterna della pista o, se questa è completamente piena, quella adiacente guardando verso il centro, come se fossero le corsie di una pista di atletica.

Salida basica: sequenza di 8 passi inizale utilizzata per per far apprendere al ballerino come ci si muove e come si costruisce la coreografia di un pezzo. Il suo uso nella didattica non è universalmente accettato, perché ormai molti la ritengono superata se non addirittura contraria allo spirito di improvvisazione tipico del tango argentino.

Stile Villa Urquiza: uno stile di tango salon, caratterizzato dalla morbidezza e dall’eleganza dei movimenti. Prende il nome dal quartiere di Buenos Aires dove è nato.

Tanda: serie di brani omogenea per autore o stile, di tango, milonga, vals o alternativa. Di solito il numero di brani che compongono una tanda è costante durante la stessa serata (3 o 4 brani), ma può variare tra diverse serate, diverse milonghe e diversi musicalizadores.

Tango Canción: è il tango cantato, diventato popolarissimo grazie a Carlos Gardel che lo diffuse nel mondo grazie ai suoi viaggi ed alle pellicole cinematografiche.

Tango Canyengue: E’ il tango delle origini, un modo di ballare molto informale, con movimenti molto marcati, interrotti e sincopati. I movimenti sono in 2/4.

Tango Queer: Movimento culturale gay (ma non solo) nato nelle milonghe di Buenos Aires, e nel quale si viene a modificare lo stereotipo “uomo che conduce” e “donna che segue” in modo che ognuno possa ridisegnare il proprio ruolo all’interno della coppia. Nel tango queer la donna può condurre l’uomo, due uomini o due donne possono ballare tra loro e scambiarsi i ruoli. La milonga di Buenos Aires dove si ritrovano gli appassionati del queer è la Marshall.

Tango Milonghero: chiamato anche “apilado”, è lo stile praticato nelle affollate milonghe di Buenos Aires dove, per mancanza di spazio, non si possono eseguire passi complicati o che darebbero fastidio alle altre coppie; negli ultimi anni si è imposto come stile a se stante, la cui didattica tralascia gli aspetti più appariscenti o dinamici del tango classico. Chi balla questo stile è detto “milonghero”, da non confondere però con i “Milongueros” che sono i frequentatori in generale della Milonga.

Tango Nuevo (musica): corrente nata con Astor Piazzola che accosta le regole classiche del tango a sonorità contemporanee, con l’utilizzo di tutta la strumentazione orchestrale fino ad arrivare ai sintetizzatori elettronici.

Tango Nuevo (ballo): chiamato più correttamente “tango destrutturato”, è uno stile che riconduce i movimenti del tango alle sue componenti essenziali, arrivando a studiarne le singole dinamiche tralasciando le sequenze e coreografie in modo da stimolare la creatività del ballo e la totale improvvisazione; Immagini caratteristiche del tango destrutturato sono i movimenti estremamente sciolti e morbidi ed i fuori asse.

Tango Salon: stile classico del tango argentino, strutturato generalmente su sequenze che partono dalla base di otto passi (salida basica) sulla quale si agganciano tutte le diverse possibilità, i suoi movimenti sono comunque la base di tutti gli stili, del quale rappresentano un cambiamento.

Vals: Chiamato anche Vals Criollo è un ritmo di 3/4 derivato dal valzer, con musicalità del tango argentino. Si balla generalmente con meno figure rispetto al tango vero e proprio e in maniera più fluida.