Edgardo Donato – L’orchestra del sorriso

L’anima leggera
Allegro, spontaneo, un po’ distratto: Edgardo Donato era così. Sempre pronto a scherzare, con una risata in tasca e un pizzicato nell’arco. Si racconta che una volta, salito su un tram con la moglie, iniziò a chiacchierare con un amico e scese con lui… dimenticando la moglie a bordo. Un’altra volta, mentre ascoltava un cantante in studio, disse: “Mi piacerebbe averlo in orchestra”. Gli ricordarono che era lì proprio per registrare con lui.
Questi episodi non erano solo folklore: rappresentano perfettamente il suo spirito. Donato non era un maestro severo, ma un creatore di gioia. E questo si sentiva in ogni nota della sua musica.
Esordi
Edgardo Felipe Valerio Donato nacque a Buenos Aires, nel quartiere di San Cristóbal, il 14 aprile 1897, da genitori italiani (Egilda Cafagna ed Ernesto Donato), entrambi musicisti. Due degli otto fratelli seguirono le sue orme: Ascanio, violoncellista e compositore, e Osvaldo, pianista. Da bambino, si trasferì a Montevideo e studiò violino al conservatorio Franz Liszt.
Iniziò suonando musica lirica col padre, ma scelse presto una via più leggera e popolare: il tango. Entrò nell’orchestra del bandoneonista José Quevedo, con Enrique Delfino al pianoforte, e poi nella jazz-band di Carlos Warren. Conobbe il violinista Roberto Zerrillo, con cui collaborò a lungo. Nel 1922 scrisse il suo primo successo, Julián, e nel 1924 nacque durante un viaggio in tram il celebre A media luz, uno dei tanghi più famosi del mondo.
La Orquesta Típica Donato-Zerrillo
Nel 1927 formò con Zerrillo la sua prima orchestra. Con loro suonavano anche i fratelli Donato (Osvaldo e Ascanio), Gentile, Artola, Turturiello, Piovani, Bancalá. Debuttarono a Montevideo e poi furono ingaggiati dal cinema Select Lavalle di Buenos Aires. L’orchestra veniva presentata come “Los 9 Ases del Tango”. Incisero per Brünswick e si avvalsero del cantante Luis Díaz. Dopo un tour con Azucena Maizani, nel 1930 la formazione si sciolse.
La sua orchestra personale e il successo
Nel 1931 formò la propria orchestra, attiva tra teatri, radio e cinema. Alla LS9 Radio era annunciato come “Edgardo Donato y su formidable típica criolla”. Tra i suoi musicisti: Turturiello, Vilardi, Bonano, Piovani, Curzel, Campesi e i fratelli Donato. Tra i cantanti: Díaz, Lesende, Viván, Gavioli, Lagos, Lita Morales, Hugo del Carril (al debutto discografico), Magaldi.
Nel 1932 partecipò al concorso del Teatro Colón con El huracán, nel 1933 arrivò secondo al Campeonato Nacional del Tango. Partecipò a film come Tango! (1933), Los tres berretines, Riachuelo, Picaflor.



Uno stile unico: brillante e ballabile
Donato portò una ventata di freschezza nel tango: i suoi arrangiamenti erano allegri, ricchi di pizzicati d’archi, con un ritmo sempre vivace e invitante. Il suo tango non era drammatico: era brillante, ballabile, raffinato. Per questo è ancora oggi presente in moltissime selezioni da milonga.
Fu uno dei pochi a coniugare qualità e leggerezza. I suoi brani, spesso ironici e vivaci, rappresentano un universo dove il tango non è solo nostalgia, ma anche sorriso. La sua capacità di scegliere le voci giuste e renderle protagoniste della sua orchestra fu parte del suo successo.
Gli ultimi anni e l’eredità
Nel 1944 formò il quartetto “Los Caballeros del Recuerdo” con Francisco Pracánico, Anselmo Aieta e Donnarumma. Nel 1945, dopo la separazione dal fratello Osvaldo, riformò la sua orchestra con Tití Rossi, Julián Plaza, Rolando Curzel e Bernardo Blas. Le voci furono quelle di Alberto Podestá, Roberto Beltrán e Pablo Lozano.
Nel 1948 tornò al cinema con Pelota de trapo. Negli anni successivi si ritirò dalle scene, ma il suo sorriso restò nelle note.
Fu amico stretto di Carlos Gardel. Non gli chiese mai di cantare i suoi tanghi, ma A media luz fu talmente celebre che Gardel lo incise spontaneamente. Il giorno del funerale, Donato radunò la sua orchestra nello studio di Francisco Maschio per rendergli omaggio.
Morì a Buenos Aires il 15 febbraio 1963, a 65 anni. La sua musica vive ancora oggi in ogni milonga del mondo.
Brani celebri
- A media luz
- Julian
- Muchacho
- Se va la vida
- El huracán
- El acomodo
- Mi serenata
- Beba
- Volvé
- Pobre soñador
- Pensalo bien
Domande frequenti
Qual era lo stile dell’orchestra di Edgardo Donato?
Melodico, brillante, con ritmo vivace e uso caratteristico del pizzicato degli archi. Perfetto per la milonga.
Quali sono i brani più famosi di Donato?
A media luz, TBC, El huracán, Beba e molti altri.
Con quali etichette discografiche ha inciso Donato?
Principalmente con Brunswick e Victor, ma anche con Pampa.
Donato ha partecipato a film?
Sì, tra cui Tango! (1933), Los tres berretines, Riachuelo, Picaflor, e Pelota de trapo.
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