Consigli utili per ballare bene il Tango Argentino

Il Tango è un ballo basato sull’improvvisazione, sull’uomo che guida la donna e sulla donna che lo segue, è un linguaggio senza parole ma con tantissime sfumature.
Ma cosa serve per imparare il Tango Argentino e ballare bene?

 

  • “Metodo d’insegnamento dei maestri”

    Come prima cosa dovrai trovare una scuola non troppo lontana da dove abiti o lavori, cerca tra le tante offerte e provane qualcuna finché non ne trovi una dove ti senti a tuo agio.
    Nella scelta dovrai tenere presenti diversi fattori come il gruppo che segue con te le lezioni, la comodità della sala e il metodo d’insegnamento dei maestri.
    Se già dalle prime lezioni insegnano solo sequenze di passi senza spiegare come funzionano i singoli movimenti, allora ti consiglio di provare un’altra scuola.
    Il Tango, infatti, si balla su elementi di una struttura ben definita che permette di costruire il proprio ballo, un po’ come i mattoncini del Lego che, pur essendo pochi, permettono costruzioni fantastiche.
    Troppe scuole, purtroppo, basano le classi su sequenze da far imparare a memoria in modo così da “allungare il brodo”.

  • “devi diventare però “insegnabile”

    I maestri sono in sala per te, il loro scopo è insegnarti utilizzando la loro esperienza per farti apprendere il più possibile.
    Qui entri in gioco te, che devi diventare però “insegnabile”!
    Molti si avvicinano al Tango per vedere cos’è, alcuni curiosi altri scettici, ma chi vuole continuare a studiare per ballare bene deve provare e riprovare, essere curioso e domandare spiegazioni.
    Un atteggiamento chiuso si traduce ben presto in un modo di ballare sempre uguale e monotono.

  • “guardati intorno e fai amicizia”

    Le persone che frequentano con te le stesse lezioni devono diventare il tuo “gruppo di supporto”, con cui studierai e ballerai le prime volte che andrai in milonga.
    Muoversi da soli richiede coraggio e se andando avanti diventerà naturale, all’inizio può bloccare, guardati intorno e fai amicizia, scoprirai che il tango non è così triste come dicono.

  • “Più balli e più tutto diventerà più semplice e naturale”

    Come tutti i balli anche il Tango Argentino ha necessità di essere assimilato, i movimenti devono entrare nella memoria corporea e diventare naturali.
    Per fare questo è necessario che tu vada a ballare in milonga o a esercitarti a delle pratiche.
    Più balli e più tutto diventerà più semplice e naturale, non dovrai più pensare ai movimenti che vorrai fare ma il farlo diventerà automatico.

  • “Non avere fretta, tutto arriverà con il tempo”

    Con il passare del tempo, e con i maestri giusti, troverai il tuo modo di ballare, lo stile che caratterizzerà il tuo modo di ballare e di stare in sala, avrai i tuoi amici e le tue ballerine preferite.
    Non avere fretta, tutto arriverà con il tempo, dopo che avrai fatto tante serate passate a ballare e studiare.
    Il Tango che ballerai sarà solo tuo e non la brutta copia di qualcun altro, per questo rimani curioso e non smettere mai di studiare.
    Sono troppi i ballerini che anche solo dopo un paio d’anni di studio si sentono arrivati e si limitano a ballare, dopo anni li ritrovi sempre lì, che peggiorano sempre di più.
    I bravi ballerini, e probabilmente anche i tuoi maestri, non smettono mai di studiare.

  • “lezioni private”

    Se hai dei problemi che non riesci a risolvere chiedi ai tuoi maestri, domanda loro consigli e, se ne senti la necessità, fai delle lezioni private per lavorare specificatamente sul tuo problema con loro.
    Le lezioni private servono appunto a questo, a pulire e chiarire un concetto, non a insegnare il Tango in generale, per quello ci sono le classi collettive.
    Se i tuoi maestri pressano per fare le lezioni private cambia scuola, vuol dire che non cercano di darti il meglio ai corsi.

  • “il tuo miglior alleato nel ballo è il pavimento”

    Ricordarti che il tuo miglior alleato nel ballo è il pavimento, si proprio lui, usalo per l’equilibrio, per essere stabile, per non cadere in avanti sul tuo partner, per spingerti nel movimento.
    Pensa a lui quando balli e usalo continuamente come se fosse un attrezzo.

  • “pensare al tuo partner”

    L’ultimo consiglio è quello di pensare al tuo partner, se sei una donna concentrati sull’aspettare il movimento dell’uomo e non cercare di prevederlo.
    Nessuno vuole ballare con una donna che si divincola tra le braccia e se ne va per conto suo.
    Se sei un uomo devi invece essere sicuro di te stesso, dare alla tua compagna dei comandi semplici e non fraintendibili, devi aspettare che lei finisce un movimento prima di passare al successivo.