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Aníbal Troilo – El Bandoneón de Buenos Aires

Aníbal Troilo – El Bandoneón de Buenos Aires Quando si parla di Aníbal Troilo, si parla dell’anima del tango. Nato a Buenos Aires l’11 luglio 1914 nel quartiere Palermo, “Pichuco” è stato bandoneonista, direttore d’orchestra, compositore e innovatore. La sua figura è diventata leggenda. E la sua musica, emozione pura. Il bandoneón nelle sue mani non era solo uno strumento: era un cuore che respirava.

L’infanzia e l’incontro con il bandoneón

Si narra che un giorno, giocando a pallone per strada, il giovane Aníbal lanciò il pallone dentro un caffè e, entrando a riprenderlo, sentì per la prima volta il suono del bandoneón. Ne rimase incantato. Il giorno dopo chiese alla madre di comprarglielo: lei lo fece, pagandolo a rate. Ne bastarono quattro, poi il negoziante morì e nessuno reclamò il debito. Così nacque una delle storie più belle della musica argentina.

I primi passi: genio precoce

A 11 anni suona in pubblico, a 12 accompagna un film muto in un cinema dell’Abasto. A 14 entra nell’orchestra di Pacho Maglio. A 16 suona con Elvino Vardaro e Osvaldo Pugliese, a 18 è chiamato da Julio De Caro. È il più giovane tra i grandi, eppure la sua voce musicale è già unica. Capace di passare dal legato allo staccato con una naturalezza mai vista.

Il debutto al Marabú e l’Orquesta Típica Troilo

Aníbal Troilo in primo piano con il bandoneón Nel 1937 debutta con una sua orchestra al cabaret Marabú. Il cartello dice: “Troilo y su orquesta harán bailar buenos tangos”. Nasce la leggenda. Il suo cantante è Francisco Fiorentino, ex sarto e bandoneonista, che con Troilo crea un nuovo ruolo: il cantor de orquesta. Per la prima volta la voce diventa strumento tra gli strumenti. Il tango cantato si trasforma e diventa tango da ballare.

Anni ’40: l’età dell’oro

Gli anni ’40 sono l’età d’oro del tango, e Troilo ne è protagonista assoluto. La sua orchestra è elegante, poetica, potente. I suoi arrangiamenti sono emozionali. Ogni brano è un racconto, ogni voce un’anima. Lancia cantanti come Alberto Marino, Floreal Ruiz, Edmundo Rivero e Roberto Goyeneche. Con Homero Manzi compone brani immortali come Sur, Barrio de tango, Malena.

Lo stile Troilo

Lo stile di Troilo è costruito sulla tensione emotiva. Il bandoneón piange, sospira, abbraccia. Le orchestrazioni sostengono il canto e creano atmosfera. Il suo tango è malinconico ma danzabile. Ama la poesia dei testi, seleziona con cura i migliori parolieri: Manzi, Cadícamo, Discépolo, Contursi.

Piazzolla, Grela e le nuove forme

Nel 1939 entra in orchestra un giovane Astor Piazzolla. Lo chiama “El Gato”. Ne apprezza il talento, ma frena le sue audacie: “No, Gato, la gente vuole ballare”. Negli anni ’50 forma con Roberto Grela un quartetto più intimista. E negli anni ’60 incide anche in duo con Piazzolla. Il rispetto reciproco resta profondo. Piazzolla gli dedicherà una composizione intensa: Suite Troileana.

Aníbal Troilo compositore

Scrive decine di brani straordinari: Garúa, Sur, Responso, Romance de barrio, Che bandoneón, La última curda, Desencuentro, Pa’ que bailen los muchachos, Discepolín. Il suo tango è letterario, profondo, dolce e tragico. Rinnova il repertorio tradizionale con arrangiamenti diventati classici.

Ultimi anni e lascito

Aníbal Troilo mentre suona il bandoneón Negli anni ’60 e ’70 continua a incidere anche quando il tango sembra in crisi. Si oppone al tango “for export”. Difende la memoria, il quartiere, la poesia. Muore nel 1975 a 61 anni, nell’Ospedale Italiano. È sepolto nel cimitero della Chacarita. In suo onore, l’11 luglio è diventato il Giorno Nazionale del Bandoneón. È considerato da molti il più grande interprete della storia del tango.

Brani consigliati

  • Sur
  • Garúa
  • Malena
  • La última curda
  • Pa’ que bailen los muchachos
  • Romance de barrio
  • Quejas de bandoneón
  • Responso

Se vuoi entrare ancora di più nello spirito del Tango, leggi i nostri articoli su Cultura del Tango Argentino: un viaggio tra emozioni, musica e tradizione.

Domande frequenti

Perché Aníbal Troilo è chiamato “Pichuco”?“Pichuco” era un soprannome affettuoso datogli dal padre, scomparso quando Aníbal aveva solo 8 anni. È rimasto con lui tutta la vita.
Qual è lo stile musicale di Troilo?Unisce intensità emotiva e raffinatezza tecnica. Il suo tango è profondo, melodico, poetico, ma sempre ballabile.
Chi sono i suoi principali collaboratori?Francisco Fiorentino, Homero Manzi, Astor Piazzolla, Alberto Marino, Edmundo Rivero, Roberto Goyeneche, Roberto Grela.
Troilo ha composto brani famosi?Sì, è autore di capolavori come Sur, Garúa, Responso, La última curda, Desencuentro.
Cos’è la Suite Troileana?Una composizione di Astor Piazzolla dedicata alla memoria di Troilo, suo maestro e amico. Un omaggio intimo e struggente.
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Carlo Paolantoni

Scritto da Carlo Paolantoni – Maestro di Tango Argentino e organizzatore dal 2006, fondatore di Tangoinprogress e promotore per la diffusione del Tango a Roma.